Passeggi per le vie della città in cui vivi, non fai in tempo ad attraversare il ponte della Gran Madre ed i portici di Piazza Vittorio e già un paio teenager ti hanno chiesto se avessi del fumo da vendere. Offesi dal tuo no si sono allontanati maledicendo te e famiglia.
Ti avvicini al banchetto di un giornalaio. Guardi le riviste, ne sfiori qualcuna per poter vedere le prime pagine delle sottostanti. Gli occhi dell’edicolante sono fissi sulle tue mani. Altre quattro persone afferrano e posano riviste, le sfogliano ma i suoi occhi, colmi di sospetto, puntano te. Scelta la rivista che andrà a colmare i vuoti della tua giornata chiedi un biglietto del bus e paghi con un sorriso.
Attendi il 13 ad una fermata di via Po. Sfogli le fresche pagine colorate. Sali sul mezzo, timbri il biglietto.
Il tram parte, ti reggi ad un sostegno. Le altre mani svaniscono. Stanno controllando le tasche e le borse, probabilmente tutti coloro che ti circondano temono di aver dimenticato i propri valori a casa.
Sale un controllore. Ci sono una cinquantina di persone sul mezzo ma punta dritto verso di te. Con il sorriso di chi sa di far centro e di incuterti un timore del diavolo ti fissa negli occhi: “biglietto”. Senti il peso degli occhi della folla, “criminale!” sussurrano silenti. Con tutta calma mostri il tuo tagliando regolarmente obliterato. Quasi ti stesse facendo una concessione dall’alto il controllore ti rende il biglietto, ti lancia un’ultima sfida con gli occhi. Vuoi solo vivere la tua giornata, abbassi lo sguardo e ti richiudi in te stesso perdendoti nella rivista.
Ti avvicini all’uscita e vedi le mani di coloro che prima ti erano forzatamente intorno rilassarsi. Scendi.
Guardi a destra e sinistra. Il semaforo è rosso. Nessun autovettura in arrivo. Una coppia con passeggino accanto a te prende ad attraversare, li imiti qualche passo più addietro. Una lesta motocicletta della Polizia Municipale accorre a riportare l’ordine. Ti fermano e ti chiedono i documenti. Hai attraversato col rosso. Minacciano di multarti. Un manipolo di curiosi attornia la scena del crimine. I documenti sono a posto, fieri dell’umiliazione inferta ti fanno la grazia di lasciarti libero di andare.
Sei uscito di casa da un paio di ore. Il sole è alto in cielo. Sarà una splendida giornata. Per un italiano forse, tu sei marocchino.