Chet Baker. The thrill is gone
Seduto nel centro di un enorme letto; una ragazza, forse non bella ma estremamente sexy, saltellava intorno agitando una pistola in aria. Lunghi calzettoni bianchi che terminavano con due righe rosse: quelli usati dai cestisti che tentavano invano d'arrestare i ganci di Kareem Abdul-Jabbar; una cortissima gonna grigia a pieghe e delle mutandine assurde. Di cotone, a vita bassa, verde acqua sul davanti e grigie dietro; costellate di immagini di personaggi disney.
Non ricordo cosa indossasse sopra, non ricordo nulla della stanza, non ricordo il suo volto ma lo percepivo. C’era un’altra persona accanto a me […].
Scherzavamo; si accovaccia di fronte a me, punta la pistola scarica alla mia tempia. Rido, le carezzo una gamba. Sento il clic del grilletto ed un boato. Non avverto dolore, capisco. Avvicino due dita al capo e sento un liquido caldo sgorgare fuori. Mi accascio. Penso solo che sto morendo. E’ tutto ovattato. Mi è quasi dolce, mi sento leggero. Buio.
Mi risveglio su un’agitata ed affannosa inspirazione a bocca aperta; come dopo una lunga apnea forzata. Per qualche secondo non avrò respirato.
Riflessioni al risveglio.
Il profondo realismo delle sensazioni provate mi ha stordito. Morire è tutto qui? Ho trascorso diverse notti insonni attanagliato dal timore della consapevole incombenza della morte. Una paura viscerale. Questa notte ne ho avvertito la naturalezza, la leggerezza. In quell’istante non ho avuto paura; ho avvertito la forza vitale abbandonarmi, niente più. Non ho pensato a tutto ciò che avrei voluto fare e non ho fatto, non ho visto la vita scorrere dinanzi agli occhi. E’ durato il tempo di un istante ed ero troppo impegnato a morire.
Ciò che più mi ha colpito è stata la sensazione di leggerezza, di libertà. La massima forma d’espressione del diritto alla libertà consiste nella volontaria ed irreversibile scelta di rinunciare al suo esercizio. Non io ma la morte aveva scelto in mia vece, non mi dispiaceva. Per un momento ho consapevolmente goduto di una sensazione di pace assoluta.
Ciò che più vi è di bizzarro è la vividezza delle sensazioni provate carezzando la gamba dell'inconsapevole carnefice e l'immagine dinanzi ai miei occhi. Gli ultimi istanti di vita del sogno li sento dentro come realmente vissuti.
Riciclò di Gioni Cadamuro e Laura Fontanot.
12 anni fa

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